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- da Via del Corso a Piazza di Spagna, R. IV Campo Marzio -
Dai negozi di vetture che qui erano e che si affittavano ai forestieri alloggiati nei vicini alberghi. Il francese Claude Louis Espinchal, marchese de Massiac (1686-1770), venuto a Roma alla fine del sec. XVIII, così scriveva: "Per sei paoli si può avere una vettura dalle 6 alle 11 di sera".
In questa Via, dice il Guerrazzi nell’“Assedio di Roma”, alloggiò Garibaldi in un misero albergo, mentre in “Cose Notabili occorse in Roma dal 1516 al 1698” di M.Ant.Valena: Principiarono proprio nel 1595 in Roma le carrozze, che prima non vi erano che cocchi. Un vero e proprio servizio pubblico di vetture fu istituito nel 1850 con le carrettelle, informi carrozzoni a due cavalli, di solito smessi dalle scuderie dei principi romani. Poco dopo il 1854 le carrettelle ebbero un altro battesimo: per la loro forma più moderna ed elegante si cominciò a chiamarle carrozzelle. Verso il 1856 un bel mattino si videro percorrere le vie di Roma da carrozze di nuova forma, tirate da un solo cavallo, dette timonelle, che a poco poco l’arguzia romana trasformò in botticelle a causa della loro forma panciuta che le faceva assomigliare a delle botti.
Ma gli antichi Romani avevano il tassametro? Vitruvio descrive un apparecchio che, adattato alle vetture che circolavano nel 70 d.C., assomiglierebbe ad un tassametro tanto che nella distinta del mobilio dell’imperatore Comodo sono menzionate le vetture a contatore.
Fonte: Stradario Romano, Benedetto Blasi, Edizioni del Pasquino, Roma, 1933
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