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- da Via G. Lanza a Via Merulana - R. I, Monti -
La via corrisponde all’incirca all’antico Clivus Suburanus e prese il nome dall’omonima chiesa che, dalla vicinanza alle Terme di Traiano, fu detta in Therminis. La basilica fu edificata da Papa Silvestro su un terreno di proprietà del religioso Equizio, per cui prese anche i nomi di Titulus Silvestri in Equitio con l’aggiunta di Orphea perché adiacente al lacus Orphaei - splendida fontana che sembra qui esistesse fino dai tempi di Marziale e che si ipotizza fosse composta di tre bacini ed adorna da una ricca decorazione plastica della statua del poeta trace Orfeo con il suo corteggio di animali e Ganimede.
Sembra che nel 325 Silvestro vi radunò un concilio, al quale intervennero Costantino, S.Elena e 250 vescovi, ove vennero condannate le teorie di Ario, Sabellio, Vittorino. Nel 500 papa Simmaco la riedificò, alzandone il livello, tanto che l’antico edificio rimase sotterraneo.
Armellini: “Nel medioevo la contrada adiacente alla chiesa chiamavasi il Carnaro.” A testimoniare l’usanza dell’antica Roma di scambiare doni in occasione del capo d’anno, nel 1888, dietro la tribuna di S. Martino ai Monti presso il sesto sacrario degli Argei, fu trovato il cippo che ricorda il dono fatto da Augusto al sacrario, della Statua di Mercurio Sobrio, che l’imperatore aveva acquistato con il denaro che il popolo gli aveva offerto come strenna.
Presso la chiesa era il convento delle Sepolte Vive, fondato da Francesca Farnese e poi demolito con l’apertura di Via Lanza. San Martino (310-396) è il protettore dei soldati e dei mariti… contenti. Di quelli perché fu soldato, degli altri perché?
Dai campagnoli è venerato come protettore delle bestie cornute e della ricotta. Era uso, l’undici novembre festa di S. Martino, fare le scampanacciate sotto le finestre dei mariti… contenti. Perché le corna? Perché il codice criminale romano condannava i mariti compiacenti a girare per la città sopra un asino, scortati da gendarmi, con il capo coperto da un cappello di carta a forma di mezzaluna, che faceva assomigliare il colpevole proprio ad un animale cornuto!
Fonte: Stradario Romano, Benedetto Blasi, Edizioni del Pasquino, Roma, 1933 / Labra di età romana in marmi bianchi e colorati, Annarena Ambrogi, L'Erma di Bretschneider, Roma, pag. 60
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