Piazza Vittorio Emanuele PDF Stampa

Rione XV Esquilino

Nel 1882 per la festa dello Statuto, fu posta la prima pietra delle  costruzioni laterali della piazza, che misura m. 316 per m. 174, dedicata a Vittorio Emanuele e che per i romani è semplicemente "Piazza Vittorio". Il centro è occupato da un bel giardino ove si osservano i ruderi, volgarmente detti Trofei di Mario, che in realtà sono avanzi della Mostra o Castello dell'Acqua Giulia, che presero il nome di cimbro dai gruppi marmorei che erano qui collocati e che ora decorano la balaustra della piazza del Campidoglio.

È a ridosso di questi ruderi, denominati poi "il Cembio", che si apre "La porta Magica"

In questo luogo nel secolo XVII il Marchese Massimiliano di Palombara aveva la sua splendida villa, già degli Sforza, dove, dedito ai suoi studi di alchimia, passava una gran parte dell'anno. Secondo la leggenda trasmessaci nel 1802 dall'abate ed erudito Francesco Girolamo Cancellieri, un pellegrino, identificabile probabilmente con l'alchimista Francesco Giustiniani Bono, si presentò ai cancelli della villa chiedendo al Marchese di poter cercare in quel parco una certa erba che aveva la proprietà di convertirsi in oro. Entusiasmato, il nobile, insieme al pellegrino, si mise alla ricerca dell'erba miracolosa che, infatti, rinvenne; allora il pellegrino pregò il marchese di condurlo nel laboratorio e di concedergli di passare la notte in una stanza attigua onde poter meglio sorvegliare il preparato in fabbricazione. Al mattino il marchese, dopo alcuni inutili tentativi di farsi aprire dal pellegrino, forzò la porta e trovò la stanza vuota, mentre nel laboratorio vi era un crogiolo rovesciato in terra dal quale fuoriusciva una materia che si constatò essere oro purissimo.

Fuggendo il pellegrino aveva però lasciato una carta che doveva contenere il segreto della pietra filosofale. Il documento, infatti, raccontava il processo seguito dall'alchimista e vari enigmi in latino che, non compresi dal Marchese, furono incisi sugli stipiti della porta stessa quale ricordo dell'avvenimento e affinché i passanti trovassero una spiegazione.

Varie sono le iscrizioni ricordanti le proprietà empiriche delle erbe di questa collina incise sulla porta.

Sul sommo campeggia un tondo in marmo dove, oltre ad esservi scolpiti la croce e due triangoli con i simboli dell'occultismo, vi si legge: "Tria sunt mirabilia: Deus et homo; mater et virgo; Trinus et unus" (Tre son le cose mirabili: Dio e uomo , Madre e vergine , trino e uno), poi "Qui Scit Comburere Aqua Et Lavare Igne Facit De Terra Caelum Et De Caelo Terram Pretiosam" (Chi sa bruciare con l'acqua e lavare col fuoco, fa della terra cielo e del cielo terra preziosa); ed ancora: "Quando In Tua Domo Nigri Corvi Parturient Albas Columbas Tunc Vocaberis Sapiens" (Quando nella tua casa neri corvi partoriranno bianche colombe, allora sarai chiamato sapiente).

Sulla soglia: "Est opus occultum viri Sophi aperire terram ut germinet salutem pro populo" (E' opera occulta del vero sapiente aprire la terra affinché produca la slvezza per il popolo.) e il motto "Si Sedes Non Is" che può essere letto da sinistra a destra:"Se siedi non procedi" e da destra a sinistra: "Se non siedi procedi.

Sull'architrave: Horti Magici Ingressum Hesperius Custodit Draco Et Sine Alcide Colchicas Delicias Non Gustasset Iason  (Il drago Esperio custodisce l'ingresso del magico giardino e, senza (la volontà di) Ercole, Giasone non potrebbe gustare le delizie della Colchide)

Sugli stipiti: "Filius Noster Mortuus Vivit Rex Ab Igne Redit Et Coniugio Gaudet Occulto" (Nostro figlio, morto, vive, torna re dal fuoco e gode del matrimonio occulto); "Si Feceris Volare Terram Super Caput Tuum Eius Pennis Aquas Torrentium Convertes In Petram" (Se avrai fatto volare la terra al di sopra della tua testa, con le sue penne tramuterai in pietra le acque dei torrenti); "Diameter Spherae Thau Circuli Crux Orbi Non Orbis Prosunt" (Il diametro della sfera, il tau del circolo, la croce dell'orbita non giovano ai ciechi)

I simboli incisi sulla porta alchemica possono essere rintracciati tra le illustrazioni dei libri di alchimia e filosofia esoterica che circolavano verso la seconda metà del Seicento, e che presumibilmente erano in possesso del marchese Palombara. Sotto certi aspetti la porta si può leggere come il monumento che segna il passaggio storico del rovesciamento dei simboli del cristianesimo verso il nuovo modello spirituale che si stava sviluppando appunto nel Seicento.

Altre esoteriche epigrafi dislocate in diverse parti della villa, sono andate ormai irrimediabilmente perdute.

Una ultima curiosità: ai lati della porta alchemica, come a guardia, sono stati collocati due goffi nani marmorei rappresentanti il dio Bes, che in origine si trovavano nei giardini del Palazzo del Quirinale.
 

articolo_9

biblio

fb_logo

adottaunaparola
ARCHIVISTICA
benevolo1
biblioteconomia
tampinare

mostri copia

 

emergency


Progetto "Aiutiamo l'Africa"

amici1


Roma da Spasso! La guida al divertimento a Roma

 

Home
Chi siamo
Area RIservata
Galleria Fotografica
Convenzioni per i Soci
Contattaci

N e w s l e t t e r

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, riceverai così gli inviti alle nostre iniziative.
Grazie per esserti iscritto!

prenotazioni

eventipassati

 

STRADA

N e w s l e t t e r

Questo modulo richiede il componente Communicator

Contatore Visite

0130605
OggiOggi6
IeriIeri38
Questa SettimanaQuesta Settimana44
Questo MeseQuesto Mese778
US

Area Riservata



AUTOPRODUZIONI IN DVD

COPERTINA_ppp
Leggi l'abstract

Moro_doc
Leggi l'abstract

 

datat2007

 

LOGO SU NERO

 

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!